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I MIEI DIFETTI

i miei difetti

In un mondo in cui molti si affannano per perfezionare la propria immagine ai fini del tanto agognato successo, continuo ingenuamente a credere che la prima cosa sia il benessere dell’altro.

In questo mi rendo conto di essere un dinosauro sulla via dell’estinzione.

Non possiedo verità da rivelare al mondo ne ricette della felicità. Cerco solo soluzioni concrete che permettano a situazioni bloccate di sciogliersi prima possibile. Per questo ho bisogno che l’altro mi riferisca come qualcosa sta funzionando per lui.

Non riesco ad essere totalmente distaccato, ma non per una forma intenzionale di “buonismo”. Certo, il coinvolgimento va saputo dosare, in quanto ogni persona in difficoltà differisce su ciò che gli è funzionale. Ne tanto meno dovrebbe impedire l’ascolto il più possibile fedele dell’altro.

Sicuramente non sono perfetto.

In passato ho dovuto affrontare e superare diversi problemi psicologici che rendevano difficile la mia vita. Questo mi ha permesso di avere una conoscenza dall’interno dei problemi e non solo una preparazione teorica. Soprattutto mi ha consentito di lavorare su me stesso e questo credo sia importante in quanto la psicoterapia passa attraverso la persona del terapeuta e la sua capacità a cercare di ridurre il mettere negli altri emozioni e pregiudizi propri.

Non sono un fanatico della tecnica. La tecnica è importante e va saputa padroneggiare bene, ma dietro c’è comunque una persona che la usa.

Non riesco a inquadrarmi rigidamente in un’unica corrente di pensiero. Penso che un terapeuta sia tanto più efficace quanto più libero e flessibile nell’adottare punti di vista diversi.

Un po’ come il corso del fiume che rimane uguale anche se l’acqua che scorre cambia continuamente (Eraclito).

Non perseguo la coerenza ad ogni costo, ma cerco di autocorreggermi sulla base di ciò che ciascun paziente mi ha insegnato e continua ad insegnarmi permettendomi di migliorare.

In questo non potrò mai io ripagare loro abbastanza.