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COME FUNZIONA LA TERAPIA

come funziona la terapia

La psicoterapia breve strategica funziona sulla base di un concetto apparentemente semplice quanto geniale: è possibile sbloccare un problema agendo non sulle cause che lo hanno prodotto, ma su ciò che lo mantiene nel presente.

Sarebbe un po’ come bloccare un tumore interrompendo i vasi sanguigni che lo alimentano. Se si blocca il nutrimento il problema collassa su se stesso rapidamente. Per questo viene chiesto alla persona di seguire delle indicazioni concrete specifiche che le permettano di toccare con mano la possibilità di vivere esperienze diverse rispetto a quelle cui si sentono condannati. Lo sblocco quindi non è razionale, ma emotivo. Questo è importante perché se bastasse un po’ di buona volontà o di buon senso o di buoni consigli, le persone non avrebbero bisogno di un aiuto specialistico perché risolverebbero da sole. Le difficoltà psicologiche invece nascono e si mantengono sulla base di procedimenti logici diversi da quelli del senso comune. L’intervento quindi segue lo stesso linguaggio del problema portandolo a invertirsi.

“Similia similibus curantur” (Ippocrate).

A partire dalla prima e dalla seconda guerra mondiale cresce l’insoddisfazione negli Stati Uniti per l’approccio terapeutico prevalente: la psicoanalisi.

Il trattamento risulta essere molto lungo e spesso inefficace. I soldati che rientrano dal fronte testimoniano come la consapevolezza e la conoscenza delle cause dei loro problemi non sia di alcun aiuto. Nascono pertanto nuovi approcci alla psicoterapia basati su nomi altamente prestigiosi che confluiscono prima nella formazione della scuola di Palo Alto in California, e successivamente nella scuola di psicoterapia breve strategica evoluta in Italia ad opera di Paul Watzlawick e Giorgio Nardone.

Da allora sono stati messi a punto e testati su migliaia di persone, protocolli specifici di trattamento per ogni singola classe di problema basati sempre sull’idea originaria: ciò che funziona nel risolvere.

Ma l’efficacia della terapia si basa inoltre sulla capacità del terapeuta di ritagliare all’interno di queste linee guida quelle soluzioni specifiche adatte al singolo caso. Quindi rigore scientifico e creatività operanti simultaneamente.

Riguardo alla capacità del terapeuta di adattarsi ad ogni persona, è importante che questi abbia prima lavorato su di se in modo da evitare di vedere nell’altro cose che egli stesso gli attribuisce sulla base dei suoi pregiudizi ed emozioni.

Le differenze più evidenti rispetto ad altri trattamenti sono :

  • La durata che è breve.
  • La frequenza che in genere è quindicinale
  • Le indicazioni pratiche da seguire tra gli incontri (adattate alle possibilità della singola persona).

Queste indicazioni che per certi aspetti potrebbero apparire simili a quelle della terapia cognitivo-comportamentale, ne differiscono in quanto si basano su procedimenti logici diversi mirati a cortocircuitare velocemente il mantenimento del problema.